Flat Tax : Domande Frequenti

Sì. L’introduzione di un’unica aliquota fiscale al 15% con deduzioni fisse non contrasta con nessun regolamento o direttiva europea né con alcun Trattato europeo, compreso quello che prevede l’introduzione dell’Euro. Infatti, la Flat Tax esiste già in diversi stati europei.

No, la progressività dell’imposta è garantita da una serie di deduzioni familiari studiate in funzione del reddito della famiglia e della sua composizione. Quindi al crescere del reddito cresce il livello di tassazione garantendo così la progressività richiesta dalla Costituzione.

La Flat Tax si applica a tutti i contribuenti della famiglia fiscale che, nell’anno precedente, hanno conseguito un reddito familiare non superiore a:

– euro 30.000 per la famiglia monocomponente;

– euro 55.000 per la famiglia monoreddito; e a

– euro 70.000 per la famiglia bireddito.

Nella nostra riforma la nozione di “famiglia fiscale” è stata elaborata tenendo conto della attuale concezione della famiglia. Rientrano, quindi, nel concetto di famiglia fiscale:

– la famiglia composta da un unico contribuente senza coniuge e senza familiari a carico (cd. famiglia monocomponente);

– la famiglia composta da un contribuente e da almeno il coniuge a carico o un familiare a carico (cd. famiglia monoreddito); e

– la famiglia composta da due coniugi contribuenti, a prescindere che abbiamo o meno familiari a carico (cd. famiglia bireddito).

La famiglia è l’elemento fondante della nostra società. La nostra stessa Costituzione nell’art. 31 afferma: “La Repubblica agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. Il reddito familiare, somma di tutti i redditi dei componenti, è il vero e reale valore con cui quotidianamente ci dobbiamo confrontare. È l’indicatore della reale ricchezza o povertà di una famiglia. Per questi motivi sembra naturale tassare il reddito della famiglia e non quello del singolo contribuente, in considerazione anche della composizione del nucleo familiare. Più familiari a carico ci sono più ci sono spese per la sussistenza, meno quindi devono essere le tasse a parità di reddito familiare.

Il reddito familiare è dato dalla somma dei redditi complessivi di ciascun contribuente facente parte della famiglia fiscale. Nello specifico, per i membri della famiglia fiscale:

– titolari di partite Iva, per ragioni di semplificazione e al fine di evitare di introdurre un ulteriore meccanismo di determinazione della base imponibile del reddito, il reddito di partenza viene determinato allo stesso modo della flat tax della cd. fase 1;

– diversi dai titolari di partita Iva (es. lavoratori dipendenti o pensionati) continuano ad applicarsi le regole dettate dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir), senza tener conto delle deduzioni ivi stabilite nonché di quelle contenute nelle leggi speciali data l’esistenza di deduzioni specifiche.

Sono poi previste deduzioni specifiche in ragione del numero dei componenti della famiglia fiscale e del reddito. Il valore delle deduzioni rimane invariato fino a un determinato ammontare di reddito familiare e poi decresce linearmente fino ad annullarsi a un certo ammontare di reddito familiare.

No. Alla nostra Flat Tax non si applica alcuna detrazione né alcun credito di imposta previsto dalla legge, salvo ovviamente la presenza di leggi speciali ad hoc.

L’unica eccezione è data dal credito d’imposta prevista nel raro caso in cui il versamento effettivo a seguito dell’applicazione della Flat Tax sia superiore rispetto a quanto i membri della famiglia fiscale avrebbero pagato con la tassazione ordinaria (si veda la domanda numero 14).

Il reddito familiare sarà dichiarato tramite la presentazione di un’unica dichiarazione da parte dei componenti della “famiglia fiscale”.

Il versamento può essere effettuato da ogni singolo soggetto o anche da un solo dei componenti della famiglia fiscale.

Certamente. La proposta di flat tax per le famiglie fiscali prevede l’aliquota del 15% fino, a seconda della tipologia di famiglia, a un reddito di 26.000 (per la famiglia monocomponente), 50.000 (per la famiglia monoreddito) e 65.000 (per la famiglia bireddito) e poi prevede una aliquota che salirà progressivamente fino alla tassazione reale che parte dopo il superamento del limite di 30.000 (per la famiglia monocomponente), 55.000 (per la famiglia monoreddito) e 70.000 (per la famiglia bireddito). La ratio di tale incremento lineare si giustifica con l’esigenza di garantire il graduale, progressivo passaggio dal regime della Flat Tax a quello ordinario, creando un’area di raccordo, tra il regime della Flat Tax e quello ordinario, differenziata a seconda della tipologia di famiglia fiscale di cui il contribuente è parte al fine di equilibrare l’impatto dell’imposizione al crescere del reddito prodotto.

No. Per evitarne la sovrapposizione si è previsto di attribuire prevalenza alla prima prevendo l’interruzione della seconda. Questo non crea distorsioni dal momento che la determinazione del reddito di partenza è uguale.

La Flat Tax al 15% riguarda tutti i percettori di reddito da lavoro e da pensione, in qualsiasi settore lavorativo. Sono quindi compresi anche tutti i dipendenti pubblici. L’unico discrimine riguarda l’ammontare del reddito percepito.

Sì. È in ogni caso fatta salva la possibilità di applicare il regime ordinario, esercitando apposita opzione. È stata lasciata questa libertà ai contribuenti così da garantire pienamente la liberà di scelta all’interno del nucleo familiare nel pieno rispetto della privacy.

Peraltro, nel caso in cui ci sia concordanza all’interno della famiglia, tale opzione è dal punto di vista pratico inutile dal momento che esiste l’attribuzione di un credito d’imposta nel raro caso in cui il versamento effettivo a seguito dell’applicazione della Flat Tax sia superiore rispetto a quanto i membri della famiglia fiscale avrebbero pagato con la tassazione ordinaria (si veda la domanda numero 14).

Sì. La NO TAX AREA è fatta salva con la nostra riforma.

Con la nostra riforma tutti i percettori di reddito possano godere di un notevole abbassamento del carico fiscale. Nel raro caso in cui il contribuente dovesse pagare qualcosa in più esiste una clausola di salvaguardia che gli riconosce un credito di imposta da usare in compensazione o da chiedere a rimborso in sede di dichiarazione.

La nostra riforma fiscale prevede una riduzione progressiva anche dell’imposta sul reddito delle società che dall’attuale 24% passa al 20% per poi passare dopo il 2023 all’aliquota del 15%.

Sono previste sanzioni in capo al componente della famiglia fiscale che non dichiara il proprio reddito ovvero lo dichiara in misura inferiore a quello accertato. Si applicano poi ovviamente tutte le disposizioni generali in materia di contrasto all’elusione e all’evasione.

No. Il 15% è un’aliquota di mediazione che consente a tutte le categorie di contribuenti, a partire da quelle più basse, di avere un immediato vantaggio economico. Non è possibile confrontare il sistema attuale con la Flata Tax al 15% sul solo valore delle aliquote. Praticamente nessuno in Italia paga effettivamente le aliquote nominali in virtù delle numerosissime deduzioni e detrazioni previste dal sistema tributario.

L’aliquota minima in vigore con l’attuale sistema è del 23% per i redditi fino a € 15.000. tuttavia, per effetto delle deduzioni e detrazioni fiscali, può scendere anche fino al 6/7% effettiva. È una condizione che riguarda in Italia quasi a 18 milioni di contribuenti. Questo vale anche per tutte le altre aliquote.

Per i per i membri della famiglia fiscale:

– titolari di partite Iva, come per la flat tax della cd. fase 1, la tassazione separata sostituisce Irpef, addizionali all’Irpef, Irap e Iva;

– diversi dai titolari di partita Iva (es. lavoratori dipendenti o pensionati) la tassazione separata sostituisce Irpef. Le addizionali devono essere corrisposte prendendo a base la stessa base imponibile della Flat Tax.

Non subito. Per abbassare le aliquote IVA bisogna aspettare la crescita economica che sarà stimolata dalla riduzione dell’imposta diretta. Solo successivamente si potrà cominciare a diminuire gradualmente anche le aliquote IVA.

La situazione di difficoltà economica attuale non permette di dare valutazioni puntuali. Sicuramente la Flat Tax è finalizzata a stimolare la domanda interna e quindi ad avere ricadute positive sul PIL.

La Flat Tax è un passaggio fondamentale per il necessario rilancio. Bisogna fare in modo che i pochi redditi che verranno realizzati dai contribuenti italiani siano tassati con un’aliquota equa. Questo perché la maggior parte dei redditi deve rimanere nel circuito dell’economia privata per far crescere il PIL.

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