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Flat tax Lega Nord Noi con Salvini
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Flat Tax : Domande frequenti

La Flat Tax si può fare anche se siamo nell’Euro?

Sì. La riforma fiscale per l’introduzione di un’unica aliquota fiscale al 15% con deduzioni fisse si può attuare fin da subito, perché non contrasta con nessun regolamento o direttiva europea né con alcun Trattato europeo, compreso quello che prevede l’introduzione dell’Euro. A livello europeo esiste solo l’armonizzazione delle aliquote IVA.

E’ vero che la Flat Tax non è costituzionale perché non prevede la progressività dell’imposta?

No. Il nostro sistema prevede comunque 3 scaglioni di reddito a cui viene applicata una deduzione fissa di € 3.000, garantendo così la progressività dell’aliquota sulla base del reddito personale e dei componenti del nucleo famigliare.

La Flat Tax riguarda anche le addizionali locali?

No. Il provvedimento in prima istanza riguarda solo l’imposta diretta nazionale IRE (ex Irpef).

La vostra riforma prevede il mantenimento di una NO TAX AREA?

Sì. Le categorie fiscali attualmente esonerate dall’imposta diretta rimangono invariate anche con la nostra riforma.

Nell’ipotesi in cui, con il nuovo sistema, qualche contribuente si trovi svantaggiato, ovvero dovesse pagare di più, cosa prevedete?

La riforma è stata studiata perché tutti i percettori di reddito possano godere di un notevole abbassamento del carico fiscale. Esiste comunque una clausola di salvaguardia che garantisce al contribuente la scelta del vecchio sistema, qualora fosse più vantaggioso.

La Flat Tax al 15% riguarda solo le persone fisiche o anche le società?

La riforma fiscale prevede l’introduzione dell’aliquota unica al 15% anche per le società di capitali.

Le sanzioni per l’elusione e l’evasione fiscale rimarranno uguali a quelle attuali?

No. Tolleranza zero per qualsiasi forma di evasione ed elusione fiscale e drastico aumento di controlli e sanzioni, compreso il ritiro della patente e del passaporto fino a 5 anni.

Il 15% non è un’aliquota troppo bassa?

No. Il 15% è un’aliquota di mediazione che consente a tutte le categorie di contribuenti, a partire da quelle più basse, di avere un immediato vantaggio economico. L’aliquota minima in vigore con l’attuale sistema è del 23% per i redditi fino a € 15.000 tuttavia, per effetto delle deduzioni e detrazioni fiscali, può scendere anche fino al 6/7%. E’ una condizione che riguarda in Italia quasi a 18 milioni di contribuenti. Le altre aliquote effettive si attestano al 14,2%, al 16,5% e al 28,5% a seconda dello scaglione di reddito. Un’aliquota unica, anche solo del 20%, per ottenere lo stesso effetto dovrebbe prevedere delle deduzioni molto alte per gli scaglioni più bassi ma, in ogni caso, non libererebbe risorse se non nell’ultimo scaglione.

Si pagherà il 15% per tutte le tasse?

No. Il 15% è solo l’aliquota relativa all’imposta diretta sui redditi delle persone fisiche e delle società. Sono escluse le altre imposte, tasse e tariffe.

E’ previsto anche l’abbassamento dell’IVA?

Non subito. Per abbassare le aliquote IVA occorre attendere la crescita economica che sarà stimolata dalla riduzione dell’imposta diretta. Solo successivamente si potrà cominciare a diminuire gradualmente anche le aliquote IVA.

Quali sono le previsioni sull'andamento del PIL con la Flat Tax al 15%?

La Flat Tax è finalizzata a stimolare la domanda interna e quindi ad avere ricadute positive sul PIL.
Il primo anno è previsto un incremento aggiuntivo del 1,2%, il secondo anno del 2% e il terzo del 2,5%. Si tratta di previsioni prudenziali.

La Flat Tax è prevista anche per gli stipendi dei dipendenti pubblici?

La Flat Tax al 15% riguarda tutti i percettori di reddito da lavoro e da pensione, in qualsiasi settore lavorativo. Sono quindi compresi anche tutti i dipendenti pubblici.

Riguardo alle pensioni, ci sarebbero le coperture?

La Flat Tax garantisce le entrate alla fiscalità generale, la quale interviene sulle pensioni solo nella misura riguardante gli assegni di invalidità, di guerra e sociali. L’Inps e gli Istituti di Previdenza hanno bilanci separati, che spesso sono sostenuti dal Bilancio dello Stato per far fronte a necessità di welfare come le casse integrazione in deroga o gli assegni di disoccupazione. In ogni caso il nuovo sistema fiscale non solo consente la copertura delle stesse necessità attuali, ma può a regime creare nuove risorse utili all’incremento e all’erogazione di nuovi servizi.

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